Articolo di Pregevole fattura, in condizioni perfette e di importantissima valenza storica.
Nonostante la data di fabbricazione , risalente alla tarda Prima Rivoluzione Francese, e' da considerare meccanicamente perfetto,oliato ed efficiente all'ennesima potenza, grazie, soprattutto, alla affilatissima lama in ferro Alsaziano.
Da notare la confortevolissima imbottitura della mezzaluna d'appoggiocollo dotata di un'ottima capacita' di assorbimento e drenaggio.
Garantita per 50 tagli giornalieri per 6 giorni su sette.
Il settimo giorno e' consigliato un controllo e lubrifica delle parti mobili per perpetuarne la micidiale efficienza.
Raccomandato il cambio del cavetto, che sostiene la lama ,su base annuale o al 16000esimo taglio.
Inclusa nel prezzo la capiente e sfiziosa Cesta in Vimini " La moissonneuse de Tetes".
Di facile Uso,non eccessivamente rumorosa e soprattutto pulita,se si escludono ...poche...trascurabili...goccie...di sangue.
Fortemente richiesta per i mercati Greci e Italiani,dove,viste le recenti vicissitudini se ne prospetta un pronto e auspicabile rilancio delle vendite.
Mesdames et Messieurs
Et Voila'
Sa Majeste'
LA GUILLOTINE
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domenica 6 maggio 2012
giovedì 14 luglio 2011
14 LUGLIO 1789 PRESA DELLA BASTIGLIA....
....Ce ne vorrebbe una ogni 10 anni,tanto per ricordare ai potenti che quando si tira troppo la corda il popolo potrebbe scoppiare e tagliare qualche capoccia.
A quanto pare pero' la Storia non insegna e chi prende il potere ,Nobile,Ricco,alto borghese o proletario che sia dopo un po' si assuefa' alla condizione di comando e comincia a seminare il suo cammino di ingiustizie, proprio come i predecessori, naturalmente seguendo la linea piu' facile ...Angheriando e spremendo i piu' deboli,ma i deboli ogni tanto....Prendono la Bastiglia,come successe in Francia, e cominciano a tagliare le capoccie, in quel caso dei Nobili.
LIBERTE' EGALITE' FRATERNITE'....belle parole ,peccato che dopo qualche anno i bell'intenti vanno affievoliendosi ed ora e' troppo tempo che non si vede una bella sbroccata popolare...Quindi occhio cari mercanti dell'Europa Unita che con quest'aria di crisi si rischia...e di brutto.
VIVE LA FRANCE...almeno sto' bel ricordo ce lo avete lasciato.
giovedì 2 giugno 2011
2 GIUGNO 1946-2011
Il 2 e 3 Giugno 1946 si tenne il Referendum che trasformo' l'Italia da Monarchia a Repubblica.
Tale risultato porto' all'esilio pressoche' immediato dei Savoia rei di aver appoggiato l'escalation fascista ,di averci trascinato, insieme al mascellone, nella tragica esperienza della seconda guerra mondiale ,di aver firmato le leggi razziali e di essere fuggiti verso sud incontro agli alleati lasciando il popolo Italiano in balia dei Tedeschi all'indomani dell'armistizio.
Il 2 Giugno viene cosi' celebrata la nascita della Nazione in chiave antimonarchica, nella stessa maniera con cui i Francesi festeggiano il 14 Luglio,giorno della presa della Bastiglia nel 1789 e gli statunitensi il 4 Luglio, anniversario della firma della dichiarazione d'Indipendenza dai monarchi Inglesi nel 1776.
W la REPUBBLICA, sperando che migliori un'attimino visti i recenti deludenti risultati dei nostri rappresentanti.
sabato 23 aprile 2011
LOCAL HEROES
Il 4 maggio del 2009 pubblicai una rievocazione ,non in tono drammatico,come d'altronde sono solito fare sul mio blog dell'esplosione del Panigaglia.
Il Post ha suscitato l'interesse di persone legate ai fatti che hanno lasciato dei commenti ,che mi hanno svelato dei retroscena che alla tragedia hanno aggiunto anche lo sconforto per l'oblio a cui e' stata lasciata andare la memoria dei protagonisti ....soccorritori,vittime e sopravvissuti.
Non un simbolo di ricordo sul luogo della tragedia,non un riconoscimento a chi rischio' la vita per salvare i superstiti,non una amministrazione comunale dell'Argentario che abbia dato il giusto peso a quello che rappresento' lo scoppio del Panigaglia.
Tutto cio' che sapevo lo devo ai racconti del mi' babbo ,che allora aveva sei anni e che a sua volta gli aveva integrati grazie a quelli di mio nonno e dei vecchi dell'epoca...qualche traccia del Panigaglia e' rimasta grazie ai detti e ai modi di dire paesani e alla Cappella della Madonna di Loreto vicino la torre di S.Liberata dove fu apposta una lapide a ringraziamento dello scampato pericolo,la quale versa in uno stato di triste degrado.
Piano piano il ricordo sta' cosi' scomparendo,infatti sono sicuro che ben pochi dei ventenni di oggi sappiano cosa e' stato il Panigaglia.
Comunque di seguito pubblico la lettera scritta per il Vernacoliere da Gianluca Pucci di Porto Ercole,nipote di un'eroico soccorritore ,per me un vero "uomo" di altri tempi, che in un periodo di sacrifici e stenti ,quale fu il dopoguerra all'Argentario, non esito',a costo della vita, insieme ad un suo paesano altrettanto eroico a correre in soccorso dei sopravvissuti :
Lettera al vernacoliere.
di Gianluca Pucci
Sono cresciuto con un piccolo ometto di un metro e cinquanta che mi ha sempre fatto vivere con il sorriso la vita, gentile cordiale verso tutti ed un po' all'antica che non rinunciava mai ad un bicchiere di rosso ed una cantata al tavolino con gli altri nei piccoli bar di Porto Ercole.Una persona di compagnia come si dice in genere.
L'ho sempre guardato con tanto stupore come quando un bambino vede il cielo stellato o l'immensità del mare per la prima volta, passavo tanto tempo con lui e non mi pesava alzarmi presto per andare a vendere il pesce nei paesini maremmani o scaricare centinaia di casse da svariati pescherecci, non mi annoiavo mai ed il tempo volava come sulle ali di un gabbiano.
Quell'ometto non era un tipo da vantarsi troppo e nelle tante giornate trascorse insieme capeggiava spesso una frase che gli riempiva gli occhi di orgoglio e la voce tremolava;"Date tanti tocchi pe quanti siete!".
Nel giugno del 1947 è partita da Pantelleria la motonave Panigaglia carica delle sue 330 tonnellate di esplosivi destinazione il deposito del Pozzarello, giunta in prossimità di Santa Liberata durante le operazioni di scarico qualcosa è andato storto e vi è stata una violentissima esplosione lasciando integro solo un pezzo della poppa che affiorava dal mare.Nonno lavorava nell'officina Bardi di Porto Santo Stefano come saldatore insieme ad un altro abitante del mio piccolo paese, l'esplosione fece tremare anche gli attrezzi mi diceva.
Mentre guardavano il fumo levarsi sempre piu' copioso dal mare si presentarono in officina 2 autorità della marina che spiegarono l'accaduto e chiedevano aiuto a chi potesse essere in grado di fare buchi negli scafi, non hanno finito neanche il discorso.Nonno e l'amico sono saliti su un piccolo gozzo e con martello ed orecchio hanno iniziato ad "ascoltare" da quello che rimaneva della poppa ancora stracarica di esplosivi, ma udivano solo tenui lamenti visto che oramai anche l'aria scarseggiava;"Date tanti tocchi pe quanti siete!" urlava e batteva col martello, "DATE TANTI TOCCHI PE QUANTI SIETE!" continuava. Qualcosa iniziava a battere, non in numero ma in ripetizione, si fermava e ricominciava, non importava a questo punto il numero ma la posizione dalla quale provenivano.Le operazioni per il taglio dello scafo iniziarono da quella piccola barchetta mentre dirigenti ed ufficiali vari guardavano in lontananza dalla spiaggia se confermare una seconda esplosione ed aggiungere morti alla già lunga lista o attendere altri pezzi di metallo da mettere sul loro vestito.
"Qualcuno dentro era gia morto ma non tutti, uno in particolare lo ricordo che era un po' grasso ed aveva difficolta a passare dal buco ma era messo molto meglio degli altri.Non sò che fine abbia fatto e se è ancora in vita mi piacerebbe incontrarlo", questo è stato sempre il suo grande desiderio anche se le cronache riportano che quel marinaio in seguito è morto a causa delle gravi ferite lui credeva che non potesse essere andata a finire cosi.
Ledo voleva un "grazie" prima di andarsene, non medaglie di metallo, una semplicissima riconoscenza da chi stava sulla spiaggia a guardare e questo non gli è stato mai concesso,vane sono state le mie richieste al sindaco di Grosseto o al presidente della Repubblica di almeno nominarlo o informarsi realmente sui fatti prima di commemorare qualche anno un monumento nel centro di Grosseto, ho solo ricevuto risposte squallide e la visita dei carabinieri per verificare che fossi stato io a scrivere i miei dati personali sull'email al presidente.
Negli anni c'è stato solo tanto oblio e loro sono rimasti sempre li sulla spiaggia mentre tu gli salvi la nave.
Ciao nonno ti voglio bene.
Gianluca
Gianluca sta combattendo da anni una battaglia per dare lustro alla memoria di queste persone , chi e' legato ai fatti o anche chi solo puo' riportare altre testimonianze puo' contattarlo al suo indirizzo e mail : gianluca.pucci@gmail.com
Il Post ha suscitato l'interesse di persone legate ai fatti che hanno lasciato dei commenti ,che mi hanno svelato dei retroscena che alla tragedia hanno aggiunto anche lo sconforto per l'oblio a cui e' stata lasciata andare la memoria dei protagonisti ....soccorritori,vittime e sopravvissuti.
Non un simbolo di ricordo sul luogo della tragedia,non un riconoscimento a chi rischio' la vita per salvare i superstiti,non una amministrazione comunale dell'Argentario che abbia dato il giusto peso a quello che rappresento' lo scoppio del Panigaglia.
Tutto cio' che sapevo lo devo ai racconti del mi' babbo ,che allora aveva sei anni e che a sua volta gli aveva integrati grazie a quelli di mio nonno e dei vecchi dell'epoca...qualche traccia del Panigaglia e' rimasta grazie ai detti e ai modi di dire paesani e alla Cappella della Madonna di Loreto vicino la torre di S.Liberata dove fu apposta una lapide a ringraziamento dello scampato pericolo,la quale versa in uno stato di triste degrado.
Piano piano il ricordo sta' cosi' scomparendo,infatti sono sicuro che ben pochi dei ventenni di oggi sappiano cosa e' stato il Panigaglia.
Comunque di seguito pubblico la lettera scritta per il Vernacoliere da Gianluca Pucci di Porto Ercole,nipote di un'eroico soccorritore ,per me un vero "uomo" di altri tempi, che in un periodo di sacrifici e stenti ,quale fu il dopoguerra all'Argentario, non esito',a costo della vita, insieme ad un suo paesano altrettanto eroico a correre in soccorso dei sopravvissuti :
Lettera al vernacoliere.
di Gianluca Pucci
Sono cresciuto con un piccolo ometto di un metro e cinquanta che mi ha sempre fatto vivere con il sorriso la vita, gentile cordiale verso tutti ed un po' all'antica che non rinunciava mai ad un bicchiere di rosso ed una cantata al tavolino con gli altri nei piccoli bar di Porto Ercole.Una persona di compagnia come si dice in genere.
L'ho sempre guardato con tanto stupore come quando un bambino vede il cielo stellato o l'immensità del mare per la prima volta, passavo tanto tempo con lui e non mi pesava alzarmi presto per andare a vendere il pesce nei paesini maremmani o scaricare centinaia di casse da svariati pescherecci, non mi annoiavo mai ed il tempo volava come sulle ali di un gabbiano.
Quell'ometto non era un tipo da vantarsi troppo e nelle tante giornate trascorse insieme capeggiava spesso una frase che gli riempiva gli occhi di orgoglio e la voce tremolava;"Date tanti tocchi pe quanti siete!".
Nel giugno del 1947 è partita da Pantelleria la motonave Panigaglia carica delle sue 330 tonnellate di esplosivi destinazione il deposito del Pozzarello, giunta in prossimità di Santa Liberata durante le operazioni di scarico qualcosa è andato storto e vi è stata una violentissima esplosione lasciando integro solo un pezzo della poppa che affiorava dal mare.Nonno lavorava nell'officina Bardi di Porto Santo Stefano come saldatore insieme ad un altro abitante del mio piccolo paese, l'esplosione fece tremare anche gli attrezzi mi diceva.
Mentre guardavano il fumo levarsi sempre piu' copioso dal mare si presentarono in officina 2 autorità della marina che spiegarono l'accaduto e chiedevano aiuto a chi potesse essere in grado di fare buchi negli scafi, non hanno finito neanche il discorso.Nonno e l'amico sono saliti su un piccolo gozzo e con martello ed orecchio hanno iniziato ad "ascoltare" da quello che rimaneva della poppa ancora stracarica di esplosivi, ma udivano solo tenui lamenti visto che oramai anche l'aria scarseggiava;"Date tanti tocchi pe quanti siete!" urlava e batteva col martello, "DATE TANTI TOCCHI PE QUANTI SIETE!" continuava. Qualcosa iniziava a battere, non in numero ma in ripetizione, si fermava e ricominciava, non importava a questo punto il numero ma la posizione dalla quale provenivano.Le operazioni per il taglio dello scafo iniziarono da quella piccola barchetta mentre dirigenti ed ufficiali vari guardavano in lontananza dalla spiaggia se confermare una seconda esplosione ed aggiungere morti alla già lunga lista o attendere altri pezzi di metallo da mettere sul loro vestito.
"Qualcuno dentro era gia morto ma non tutti, uno in particolare lo ricordo che era un po' grasso ed aveva difficolta a passare dal buco ma era messo molto meglio degli altri.Non sò che fine abbia fatto e se è ancora in vita mi piacerebbe incontrarlo", questo è stato sempre il suo grande desiderio anche se le cronache riportano che quel marinaio in seguito è morto a causa delle gravi ferite lui credeva che non potesse essere andata a finire cosi.
Ledo voleva un "grazie" prima di andarsene, non medaglie di metallo, una semplicissima riconoscenza da chi stava sulla spiaggia a guardare e questo non gli è stato mai concesso,vane sono state le mie richieste al sindaco di Grosseto o al presidente della Repubblica di almeno nominarlo o informarsi realmente sui fatti prima di commemorare qualche anno un monumento nel centro di Grosseto, ho solo ricevuto risposte squallide e la visita dei carabinieri per verificare che fossi stato io a scrivere i miei dati personali sull'email al presidente.
Negli anni c'è stato solo tanto oblio e loro sono rimasti sempre li sulla spiaggia mentre tu gli salvi la nave.
Ciao nonno ti voglio bene.
Gianluca
Gianluca sta combattendo da anni una battaglia per dare lustro alla memoria di queste persone , chi e' legato ai fatti o anche chi solo puo' riportare altre testimonianze puo' contattarlo al suo indirizzo e mail : gianluca.pucci@gmail.com
martedì 8 marzo 2011
NON SOLO FIGURE DI M....
In un periodo dove l'Italia all'estero e' menzionata solo per sfotterci ,grazie soprattutto alle nauseabonde performance del nostro sempre adorato primo ministro tascabile,mi voglio e vi voglio rinfrancare lo spirito raccontandovi un episodio di cui fummo protagonisti durante la seconda guerra mondiale.
Episodio che mi ha riempito di orgoglio e di cui non avevo mai sentito parlare,fino a qualche mese fa, quando ,grazie a quello splendido programma che e' La Storia Siamo noi di Giovanni Minoli,ne sono venuto a conoscenza.
Nel Giugno 1940, con la Francia gia' praticamente sconfitta dai tedeschi,l'Italia occupo' una piccola zona che andava dalla Svizzera al Mediterraneo comprendente Grenoble,Mentone e Nizza.
Nel Novembre del 1942,quando gli alleati occuparono parte dei territori Francesi in Africa (Algeria e Marocco) dimostrando la scarsa affidabilita' dei Francesi di Vichy,Hitler ordino' l'occupazione del territorio sotto la giurisdizione di tale governo e l'Italia espanse il controllo a tutta la Corsica e in Francia sino quasi a Lione,includendo citta' come Tolone , Aix En Provence e Chambery.
Mentre la VII Armata controllava la Corsica ,il sud della Francia era sotto la giurisdizione della IV Armata composta da 6000 Ufficiali e 136000 soldati.
La IV Armata comandata dal Generale Mario Vercellino,Monarchico ma non Fascista , ebbe il merito di instaurare un regime tollerante e illuminato,portando nelle zone occupate una ventata di pace ,allontanando i clamori della guerra ,tanto che la resistenza Francese opero' molto blandamente nei nostri confronti sino all'Estate '43 quando,alla caduta del Fascismo in Luglio, i sentori della nostra imminente resa li portarono ad accellerare i tempi per anticipare i Tedeschi ,cosa che non gli porto' ad alcun risultato.
Il motivo per cui gli Italiani della IV Armata mi hanno inorgoglito e' stato l'aperto sprezzo delle leggi razziali Italo/Tedesche ,mai applicate.
Nei territori Italianizzati infatti gli Ebrei non dovevano portare segni di riconoscimento (la Stella di Davide) rendendoli anonimi e non venivano perseguitati ,al contrario dell'accanimento dei funzionari di Vichy.
Il Governo Vichy mal tollerava l'ingerenza Italiana che in molti casi sottraeva dei prigionieri gia' in loro possesso come a Lione quando un distaccamento Italiano sotto diretto ordine di Vercellino circondo' una caserma collaborazionista liberando decine di ebrei pronti alla deportazione.
Il sentimento che attraversava i petti dei nostri ragazzi in Francia e' mirabilmente espresso dalle parole del Maresciallo d'Italia Ugo Cavallero « Gli eccessi contro gli ebrei non sono compatibili con l'onore dell'esercito italiano. » e certamente Cavallero non era quello che si dice uno stinco di Santo, ma al contrario un fanatico Fascista della prim'ora ,fedelissimo di Mussolini .
La nostra politica giudaica fece inalberare l'allora ministro degli esteri tedesco ,il Generale Joachim Von Ribentropp che protesto' direttamente con Mussolini il quale invio' l'Ispettore di Polizia Guido Lospinoso a risolvere il "problema Ebraico".
Fortunamente Lospinoso ,arrivato in Francia,si allineo' al comportamento di Vercellino e dei suoi ufficiali aiutando anch'egli gli Ebrei.
Quseta linea Italiana fece si che circa l'80 % dei 300000 Israeliti ancora presenti sul territorio Francese ,migrarono verso le zone di nostra influenza e al momento della mobilitazione verso l'Italia della IV armata ,la seguirono.
Purtroppo per i Francesi locali e per gli ebrei ,la IV armata, in previsione della resa, comincio' a smobilitare verso l'Italia nell'agosto 1943.
L'Avventato armistizio firmato l'8 Settembre dalla poco lungimirante gestione del governo Badoglio ,sorprese ancora 60000 uomini ,tra ufficiali e soldati, in Francia,i quali vennero immediatamente attaccati da preponderanti forze Tedesche.
Pochi di loro riuscirono a fuggire e ad unirsi alla resistenza Francese operando sul confine occidentale Franco/Italiano,la rimanenza fu uccisa o deportata nei campi di lavoro Tedeschi.
Da quel momento la Francia Meridionale conobbe veramente il significato della parola OCCUPAZIONE,come conobbe l'Orrore generato dalla ferocia di Klaus Barbie il "Boia di Lione" responsabile del rastrellamento di Ebrei e Partigiani sul territorio Francese....
...Ma questa e' un'altra triste storia.
Episodio che mi ha riempito di orgoglio e di cui non avevo mai sentito parlare,fino a qualche mese fa, quando ,grazie a quello splendido programma che e' La Storia Siamo noi di Giovanni Minoli,ne sono venuto a conoscenza.
Nel Giugno 1940, con la Francia gia' praticamente sconfitta dai tedeschi,l'Italia occupo' una piccola zona che andava dalla Svizzera al Mediterraneo comprendente Grenoble,Mentone e Nizza.
Nel Novembre del 1942,quando gli alleati occuparono parte dei territori Francesi in Africa (Algeria e Marocco) dimostrando la scarsa affidabilita' dei Francesi di Vichy,Hitler ordino' l'occupazione del territorio sotto la giurisdizione di tale governo e l'Italia espanse il controllo a tutta la Corsica e in Francia sino quasi a Lione,includendo citta' come Tolone , Aix En Provence e Chambery.
Mentre la VII Armata controllava la Corsica ,il sud della Francia era sotto la giurisdizione della IV Armata composta da 6000 Ufficiali e 136000 soldati.
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| Esercito Italiano in Francia 1940-1943 |
La IV Armata comandata dal Generale Mario Vercellino,Monarchico ma non Fascista , ebbe il merito di instaurare un regime tollerante e illuminato,portando nelle zone occupate una ventata di pace ,allontanando i clamori della guerra ,tanto che la resistenza Francese opero' molto blandamente nei nostri confronti sino all'Estate '43 quando,alla caduta del Fascismo in Luglio, i sentori della nostra imminente resa li portarono ad accellerare i tempi per anticipare i Tedeschi ,cosa che non gli porto' ad alcun risultato.
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| Generale Mario Vercellino |
Il motivo per cui gli Italiani della IV Armata mi hanno inorgoglito e' stato l'aperto sprezzo delle leggi razziali Italo/Tedesche ,mai applicate.
Nei territori Italianizzati infatti gli Ebrei non dovevano portare segni di riconoscimento (la Stella di Davide) rendendoli anonimi e non venivano perseguitati ,al contrario dell'accanimento dei funzionari di Vichy.
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| Bandiera Francese sotto il governo Vichy |
Il Governo Vichy mal tollerava l'ingerenza Italiana che in molti casi sottraeva dei prigionieri gia' in loro possesso come a Lione quando un distaccamento Italiano sotto diretto ordine di Vercellino circondo' una caserma collaborazionista liberando decine di ebrei pronti alla deportazione.
Il sentimento che attraversava i petti dei nostri ragazzi in Francia e' mirabilmente espresso dalle parole del Maresciallo d'Italia Ugo Cavallero « Gli eccessi contro gli ebrei non sono compatibili con l'onore dell'esercito italiano. » e certamente Cavallero non era quello che si dice uno stinco di Santo, ma al contrario un fanatico Fascista della prim'ora ,fedelissimo di Mussolini .
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| Maresciallo d'Italia Ugo Cavallero |
La nostra politica giudaica fece inalberare l'allora ministro degli esteri tedesco ,il Generale Joachim Von Ribentropp che protesto' direttamente con Mussolini il quale invio' l'Ispettore di Polizia Guido Lospinoso a risolvere il "problema Ebraico".
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| Generale Joachim Von Ribentropp |
Fortunamente Lospinoso ,arrivato in Francia,si allineo' al comportamento di Vercellino e dei suoi ufficiali aiutando anch'egli gli Ebrei.
Quseta linea Italiana fece si che circa l'80 % dei 300000 Israeliti ancora presenti sul territorio Francese ,migrarono verso le zone di nostra influenza e al momento della mobilitazione verso l'Italia della IV armata ,la seguirono.
Purtroppo per i Francesi locali e per gli ebrei ,la IV armata, in previsione della resa, comincio' a smobilitare verso l'Italia nell'agosto 1943.
L'Avventato armistizio firmato l'8 Settembre dalla poco lungimirante gestione del governo Badoglio ,sorprese ancora 60000 uomini ,tra ufficiali e soldati, in Francia,i quali vennero immediatamente attaccati da preponderanti forze Tedesche.
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| Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio |
Pochi di loro riuscirono a fuggire e ad unirsi alla resistenza Francese operando sul confine occidentale Franco/Italiano,la rimanenza fu uccisa o deportata nei campi di lavoro Tedeschi.
Da quel momento la Francia Meridionale conobbe veramente il significato della parola OCCUPAZIONE,come conobbe l'Orrore generato dalla ferocia di Klaus Barbie il "Boia di Lione" responsabile del rastrellamento di Ebrei e Partigiani sul territorio Francese....
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| Klaus Barbie il "Boia di Lione" |
...Ma questa e' un'altra triste storia.
sabato 5 marzo 2011
L'ALBA DI UNA NAZIONE
Basso Tirreno ,4 Marzo 1861, Vascello a Vapore Ercole in navigazione da Palermo a Napoli.
Solo il pallido bagliore di una lanterna rivelava i movimenti fermi e sicuri delle mani intente alla preparazione del "Temporizzatore a fagioli" da applicare alla pistola che innescava il barilotto di polvere nera posto in prossimita' della Caldaia di bordo.
20 minuti dopo ,mentre una lancia si allontanava dal vascello nel mare in tempesta con due figuri in cappotta cerata nera a bordo,la sala macchine dell'Ercole fu investita da una tremenda esplosione che spezzo' la nave ,la quale si inabbissso' trascinando con se' l'equipaggio ,i passeggeri e tutto quello che si trovava a bordo,compreso il vice intendente delle Finanze Garibaldine Ippolito Nievo in viaggio verso Napoli per incontrare L'intendente Giovanni Acerbi.
Per molti questa descritta sopra e' considerata la prima strage di Stato Italiana,naturalmente non fu mai dimostrato l'attentato ,come io ho romanzato ,ma i dubbi sono molti vista l'incauta gestione dei fondi Inglesi e dei 5 milioni di Ducati sottratti al Banco di Sicilia (gli attuali 200 milioni di Euro) nel momento della presa di potere dei Garibaldini a Palermo,con cui,sembra, una parte sia stata usata per corrompere ben 16 Generali Borbonici per indurli alla resa senza colpo ferire.
Il vice attendente Ippolito Nievo ,che in quel di Palermo svolgeva le sue funzioni , nella sua documentazione sapeva benissimo chi aveva approfittato della situazione e chi no,chi aveva usato parte dei soldi per obiettivi leciti o chi solo per l'arricchimento personale e dopo i continui attacchi denigratori della destra liberale piemontese atti a screditare la figura di Garibaldi decise di portare le prove di cio' a Torino per chiarire chi dovesse pagare e chi era degno di tutti gli onori.
Il povero Ippolito stava per scoprire un bel calderone ai livelli dell'odierna tangentopoli e i tanti nemici che si era fatto avevano solo quell'occasione per far sparire tutti gli incartamenti ed eliminare lo zelante guastafeste e la usarono... o fu solo una triste coincidenza???.
Nessuno lo sapra' mai per certo visto che tutto e' finito in pasto ai pesci con l'affondamento dell'Ercole ma certamente i dubbi rimangono e anche forti.
Il commento che mi viene da fare e' che "se il buongiorno si vede dal mattino" la nostra bell'Italia e' nata da subito sotto cattivi auspici e i fatti piu' recenti dimostrano che la nostra tendenza atavica alla corruzione e al saccheggio sistematico della cosa pubblica viene da parecchio prima dell'avvento delle famigerate prima e seconda repubblica.
Quando studiamo la storia ,poi,la nostra scuola ,parlando della Spedizione dei Mille, enfatizza episodi come lo sbarco ,la battaglia di Calatafimi ,l'incontro di Teano con la celebre frase "Obbedisco" ma sorvola o tratta superficialmente episodi meno edificanti come le fucilazioni di massa dei contadini del Bronte da parte dei garibaldini sotto il comando di Nino Bixio o la scomparsa dell'Ercole e i fatti riconducibili a esso.
Oppure omettono che Garibaldi era si un'eroe ma anche un'invasato che ,come Churchill o Napoleone , non sapeva vivere se non perennemente in guerra. tanto che, quando l'Italia fu fatta,incapace di occuparsi di politica per gestire il movimento sinistrorso da lui creato (In questo molto Veltroniano o Fassiniano) ,preferi lasciarsi parcheggiare in pensione a consumarsi lentamente nei ricordi.
Insomma nel 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia dovremmo essere tutti orgogliosi di celebrare tale evento ma vedo,a cominciare da me ,un certo distacco tra la gente e tra chi dovrebbe rappresentarci.
Per come la vedo io e' un'entita' voluta da una minoranza elitaria e mai veramente sentita dal popolo,quello che lavora e tira avanti la barracca con sofferenza,allora come ora.
Piu' che altro una guerra di conquista da parte dei Savoia per aumentare il loro prestigio in seno all'Europa e al Mondo ,sfruttando a mo' di Colonia il Regno delle Due Sicilie che per riflesso ha creato l'embrione della Mafia come forma di autodifesa immunitaria al virus Italico ,passando per il Brigantaggio, che agli inizi non era altro che una forma di resistenza poi trasformatosi in mero banditismo.
Non mi meraviglia affatto che alle soglie di una Celebrazione cosi' importante ci siano frange politiche che non ritengono opportuno l'istituzione di una sorta di festa nazionale o che ci sia moltissima gente che non sa' l'inno di Mameli.
E' perfettamente inutile vedere un Benigni sgolarsi a Sanremo per cercare di rinfocolare sentimenti di ammirazione per i nostri avi e il nostro Risorgimento.
Prima del 1861 l'Italia e' stata unita solo sotto gli Antichi Romani e anche allora era considerata Italia solo quella sotto il Rubicone ,non l'attuale Padania.
Quando venne meno l'Impero Romano i popoli che la componevano non persero tempo a ridividersi ...cosa c'entravano I pelosi e rudi Galli della Padania con i delicati Greci Siciliani? e ad oggi????
Cosa abbiamo in comune noi Toscani con i Milanesi o con i Napoletani? poco o niente ...solo un po' la lingua Italiana ,che ci e' stata insegnata ,e neanche tanto bene in 150 anni e la religione Cattolica.
La nuda e cruda verita' e' che la vera identita' Italiana dovrebbe essere un minimo di dieci diversi statarelli,amici ma non fratelli.
Questa forzatura si vede ogni giorno nel comportamento di ognuno di noi ,che sia ricco,che sia povero ,che sia politico o imprenditore....giochiamo sempre da solisti ,individualmente fregandocene e anzi approfittando dei beni comuni per il nostro tornaconto,proprio perche' nel nostro intimo non abbiamo mai avuto e mai avremo il senso della patria,il senso di appartenenza a qualcosa di grandioso.
Vedo un po' di Ipocrisia quando ci riempiamo la bocca con la parola ITALIA quando poi con i fatti dimostriamo di non amarla ,e' triste ma purtroppo e' la nuda e cruda verita'.
Diventiamo patrioti solo quando vinciamo i Mondiali di calcio e quando vince la Ferrari...per il resto...C'IMPORTA NA' BELLA SEGA...per dirla volgarmente.
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| Vascello a Vapore Ercole |
Solo il pallido bagliore di una lanterna rivelava i movimenti fermi e sicuri delle mani intente alla preparazione del "Temporizzatore a fagioli" da applicare alla pistola che innescava il barilotto di polvere nera posto in prossimita' della Caldaia di bordo.
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| Innesco a fagioli |
20 minuti dopo ,mentre una lancia si allontanava dal vascello nel mare in tempesta con due figuri in cappotta cerata nera a bordo,la sala macchine dell'Ercole fu investita da una tremenda esplosione che spezzo' la nave ,la quale si inabbissso' trascinando con se' l'equipaggio ,i passeggeri e tutto quello che si trovava a bordo,compreso il vice intendente delle Finanze Garibaldine Ippolito Nievo in viaggio verso Napoli per incontrare L'intendente Giovanni Acerbi.
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Per molti questa descritta sopra e' considerata la prima strage di Stato Italiana,naturalmente non fu mai dimostrato l'attentato ,come io ho romanzato ,ma i dubbi sono molti vista l'incauta gestione dei fondi Inglesi e dei 5 milioni di Ducati sottratti al Banco di Sicilia (gli attuali 200 milioni di Euro) nel momento della presa di potere dei Garibaldini a Palermo,con cui,sembra, una parte sia stata usata per corrompere ben 16 Generali Borbonici per indurli alla resa senza colpo ferire.
Il vice attendente Ippolito Nievo ,che in quel di Palermo svolgeva le sue funzioni , nella sua documentazione sapeva benissimo chi aveva approfittato della situazione e chi no,chi aveva usato parte dei soldi per obiettivi leciti o chi solo per l'arricchimento personale e dopo i continui attacchi denigratori della destra liberale piemontese atti a screditare la figura di Garibaldi decise di portare le prove di cio' a Torino per chiarire chi dovesse pagare e chi era degno di tutti gli onori.
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| Garibaldi |
Il povero Ippolito stava per scoprire un bel calderone ai livelli dell'odierna tangentopoli e i tanti nemici che si era fatto avevano solo quell'occasione per far sparire tutti gli incartamenti ed eliminare lo zelante guastafeste e la usarono... o fu solo una triste coincidenza???.
Nessuno lo sapra' mai per certo visto che tutto e' finito in pasto ai pesci con l'affondamento dell'Ercole ma certamente i dubbi rimangono e anche forti.
Il commento che mi viene da fare e' che "se il buongiorno si vede dal mattino" la nostra bell'Italia e' nata da subito sotto cattivi auspici e i fatti piu' recenti dimostrano che la nostra tendenza atavica alla corruzione e al saccheggio sistematico della cosa pubblica viene da parecchio prima dell'avvento delle famigerate prima e seconda repubblica.
Quando studiamo la storia ,poi,la nostra scuola ,parlando della Spedizione dei Mille, enfatizza episodi come lo sbarco ,la battaglia di Calatafimi ,l'incontro di Teano con la celebre frase "Obbedisco" ma sorvola o tratta superficialmente episodi meno edificanti come le fucilazioni di massa dei contadini del Bronte da parte dei garibaldini sotto il comando di Nino Bixio o la scomparsa dell'Ercole e i fatti riconducibili a esso.
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| Battaglia Calatafimi |
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| Obbedisco!! |
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| Nino bixio |
Insomma nel 150esimo anniversario dell'Unita' d'Italia dovremmo essere tutti orgogliosi di celebrare tale evento ma vedo,a cominciare da me ,un certo distacco tra la gente e tra chi dovrebbe rappresentarci.
Per come la vedo io e' un'entita' voluta da una minoranza elitaria e mai veramente sentita dal popolo,quello che lavora e tira avanti la barracca con sofferenza,allora come ora.
Piu' che altro una guerra di conquista da parte dei Savoia per aumentare il loro prestigio in seno all'Europa e al Mondo ,sfruttando a mo' di Colonia il Regno delle Due Sicilie che per riflesso ha creato l'embrione della Mafia come forma di autodifesa immunitaria al virus Italico ,passando per il Brigantaggio, che agli inizi non era altro che una forma di resistenza poi trasformatosi in mero banditismo.
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| Briganti e Sbandati dell'esrcito Borbonico |
Non mi meraviglia affatto che alle soglie di una Celebrazione cosi' importante ci siano frange politiche che non ritengono opportuno l'istituzione di una sorta di festa nazionale o che ci sia moltissima gente che non sa' l'inno di Mameli.
E' perfettamente inutile vedere un Benigni sgolarsi a Sanremo per cercare di rinfocolare sentimenti di ammirazione per i nostri avi e il nostro Risorgimento.
Prima del 1861 l'Italia e' stata unita solo sotto gli Antichi Romani e anche allora era considerata Italia solo quella sotto il Rubicone ,non l'attuale Padania.
Quando venne meno l'Impero Romano i popoli che la componevano non persero tempo a ridividersi ...cosa c'entravano I pelosi e rudi Galli della Padania con i delicati Greci Siciliani? e ad oggi????
Cosa abbiamo in comune noi Toscani con i Milanesi o con i Napoletani? poco o niente ...solo un po' la lingua Italiana ,che ci e' stata insegnata ,e neanche tanto bene in 150 anni e la religione Cattolica.
La nuda e cruda verita' e' che la vera identita' Italiana dovrebbe essere un minimo di dieci diversi statarelli,amici ma non fratelli.
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| Forse sarebbe meglio cosi'...ed e' ancora poco |
Questa forzatura si vede ogni giorno nel comportamento di ognuno di noi ,che sia ricco,che sia povero ,che sia politico o imprenditore....giochiamo sempre da solisti ,individualmente fregandocene e anzi approfittando dei beni comuni per il nostro tornaconto,proprio perche' nel nostro intimo non abbiamo mai avuto e mai avremo il senso della patria,il senso di appartenenza a qualcosa di grandioso.
Vedo un po' di Ipocrisia quando ci riempiamo la bocca con la parola ITALIA quando poi con i fatti dimostriamo di non amarla ,e' triste ma purtroppo e' la nuda e cruda verita'.
Diventiamo patrioti solo quando vinciamo i Mondiali di calcio e quando vince la Ferrari...per il resto...C'IMPORTA NA' BELLA SEGA...per dirla volgarmente.
venerdì 30 aprile 2010
PRIMO MAGGIO FESTA DEI LAVORATORI
Domani e' il primo maggio e puntualmente come ogni anno cominciano le polemiche tra chi lo vorrebbe enfatizzare e chi criminalizzare.
Una parte di Italiani considera la festa dei lavoratori come il trionfo dei lavativi,statali,comunisti,studenti sfaccendati,drogati.
Anche per chi la appoggia le motivazioni risultano un po' "annacquate" ma in un mondo che corre sempre di piu' e una societa che tramite TV e Rete tende a estinguere i rapporti Intersociali fisici...che poi siano dietro ad un bel bicchiere di vino o ad cannone poco importa....la zaccandrella, il concertone,una manifestazione ,devono essere presi con leggerezza , un bel time out sul mondo sempre piu' vorticosamente accelerato nella sua rincorsa verso la tanto decantata ,capitalistica, "crescita".

Paradossalmente la nascita della festa dei lavoratori e' nata tra U.S.A. e Canada nella seconda meta' dell'ottocento ma fu ufficializzata solo dopo la Rivolta di Haymarket (Chicago),nel Maggio 1888, dove la polizia sparo' sui manifestanti causando numerose vittime.
Nel 1889 la seconda internazionale di Parigi alla presenza di tutti i delegati socialisti del continente la ratifico' per l'Europa,in Italia venne approvata due anni dopo,nel 1891.
Come tutti i governi dittatoriali di destra,piu' vicini alle classi padronali,anche il nostro beneamato Benito "Mascellone" Mussolini,la aboli durante il "Ventennio" sostituendola con una piu' autarchica "Festa del Lavoro Italiano" in data 21 Aprile ,giorno della nascita di Roma.
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale ,nel 1945, fu ripristinata.
Tristemente noto invece il primo maggio 1947 per i noti fatti di Portella della Ginestra (Palermo) in cui la banda del bandito Giuliano sparo' contro duemila lavoratori in festa,ma questa e' un'altra strana storia Italiana da approfondire.
Dal 1991 ,centenario della festa in Italia, CGIL CISL e UIL organizzano a Roma un concertone che attira artisti di grosso calibro e centinaia di migliaia di spettatori vocianti.
E dopo questo cenno storico ,che magari fara' riflettere un po' su cosa e' costato sto' benedetto giorno di festa,vi auguro un fantastico primo di Maggio in famiglia,con gli amici insomma godetevelo e' la vostra festa .
Una parte di Italiani considera la festa dei lavoratori come il trionfo dei lavativi,statali,comunisti,studenti sfaccendati,drogati.
Anche per chi la appoggia le motivazioni risultano un po' "annacquate" ma in un mondo che corre sempre di piu' e una societa che tramite TV e Rete tende a estinguere i rapporti Intersociali fisici...che poi siano dietro ad un bel bicchiere di vino o ad cannone poco importa....la zaccandrella, il concertone,una manifestazione ,devono essere presi con leggerezza , un bel time out sul mondo sempre piu' vorticosamente accelerato nella sua rincorsa verso la tanto decantata ,capitalistica, "crescita".

Paradossalmente la nascita della festa dei lavoratori e' nata tra U.S.A. e Canada nella seconda meta' dell'ottocento ma fu ufficializzata solo dopo la Rivolta di Haymarket (Chicago),nel Maggio 1888, dove la polizia sparo' sui manifestanti causando numerose vittime.
Nel 1889 la seconda internazionale di Parigi alla presenza di tutti i delegati socialisti del continente la ratifico' per l'Europa,in Italia venne approvata due anni dopo,nel 1891.
Come tutti i governi dittatoriali di destra,piu' vicini alle classi padronali,anche il nostro beneamato Benito "Mascellone" Mussolini,la aboli durante il "Ventennio" sostituendola con una piu' autarchica "Festa del Lavoro Italiano" in data 21 Aprile ,giorno della nascita di Roma.
Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale ,nel 1945, fu ripristinata.
Tristemente noto invece il primo maggio 1947 per i noti fatti di Portella della Ginestra (Palermo) in cui la banda del bandito Giuliano sparo' contro duemila lavoratori in festa,ma questa e' un'altra strana storia Italiana da approfondire.
Dal 1991 ,centenario della festa in Italia, CGIL CISL e UIL organizzano a Roma un concertone che attira artisti di grosso calibro e centinaia di migliaia di spettatori vocianti.
E dopo questo cenno storico ,che magari fara' riflettere un po' su cosa e' costato sto' benedetto giorno di festa,vi auguro un fantastico primo di Maggio in famiglia,con gli amici insomma godetevelo e' la vostra festa .
venerdì 18 settembre 2009
ACHILLE STARACE il GOEBBELS de noantri
Mentre il popolo tedesco veniva indottrinato al Nazismo dal tristemente famoso Ministro della propaganda Joseph Paul Goebbels,in Italia l'addetto alla stessa funzione era il Segretario del Partito Nazionele Fascista,il camerata Achille Starace.
Questo antesignano di Emilio Fede,stava al Duce come il bell'Emilio sta a zi' Silvio.
Infatti la sua folgorante ascesa ai vertici del partito, a discapito di molti Gerarchi di indubbio valore, era dovuta alla sua indefessa fede e al suo ,diciamolo papale papale ,leccaculismo nei confronti del mascellone. Tanto che la figlia lo apostrofava come "L'uomo che respirava per ordine del Duce".

Quando nel 1931 divento' segretario nazionale del Partito fascista alle obiezioni dei piu' alti Gerarchi per la scelta di un uomo con un cosi' modesto acume ,Mussolini rispose "...Un cretino,si,ma obbediente".
Durante la sua segreteria fu sempre ferocemente attaccato dall'opinione pubblica e dai fascisti stessi perche', come faceva notare Galeazzo ciano "Gli Italiani possono perdonare chi fa loro del male,ma non chi gli rompe le scatole".
E questo fu durante la sua segreteria, un "rompiscatole",un burocrate che angherio' il popolo con regole e cavilli,che cerco' di mettere in uniforme tutta l'Italia in maniera maniacale istituendo il Sabato fascista,nel 1935,in cui tutti dovevano indossarla e in cui i gerarchi,Duce compreso, erano obbligati a dimostrazioni atletiche da "superuomo" D'Annunziano, tipo salti sopra le baionette,cerchi di fuoco e via dicendo... Come se cio' non bastasse le uniformi che furono confezionate in quel periodo furono in decine di modelli diversi e categoricamente in Orbace (Una pesante lana sarda che sostitui' altri tessuti non nazionali) tanto da far dire al Duce "Starace con tutte queste divise mi sta' facendo impazzire non si sa' mai quale bisogna mettere e tra noi non siamo mai tutti uguali".

Famose le sue circolari e i suoi motti tipo "Tutti gli organi del partito funzionano: Devono quindi funzionare anche gli organi genitali" oppure quando rivolto ad una riunione dell'associazione medica,rumorosa al suo indice ,gli disse "Smettete di perder tempo con i libri di medicina,fate sport,datevi all'ippica"... E "Datevi all'Ippica" e' tutt'ora in voga.
I suoi detrattori le sbeffeggiavano con "La Lupa , che e' vorace.L'Aquila ,che e' rapace. L'Oca,che e' Starace".
Alla sua morte girava una filastrocca:
"E' morto Starace,
vestito d'Orbace,
di nulla capace,
requiescat in pace"
dedicata al povero "cretino"
Il "cretino" pero' non era lo sprovveduto leccaculo come credeva il Mascellone ma un'arrivista senza scrupoli che uso' la tecnica del leccaculesimo per ingraziarsi il Duce,fare carriera facilmente e rapidamente nel partito scavalcando uomini di una certa validita' e grazie alla sua posizione avvicinarsi pericolosamente al Nazismo sostenendo fortemente l'alleanza con Hitler e appoggiando a spada tratta le famose e discusse leggi razziali,promulgate,e questo va detto,in maniera sofferta e sotto una forte pressione tedesca.
Nei suoi piani ,si pensa, volesse scavalcare lo stesso Mussolini e diventare il Fantoccio di Hitler per avere potere assoluto in Italia.
Quando pero' Il pelatone mascellato ebbe il sentore,senza peraltro mai esserne sicuro,dei suoi movimenti sotterranei lo sollevo' dall'incarico nel 1939 nominandolo capo di stato maggiore della Milizia Nazionale per poi definitivamente destituirlo anche da quell'incarico nel 1941.
Troppe erano le voci di contatti tra lui ,Ciano e Farinacci che erano sospettati di ordire complotti ai danni di Benito.
Dall'Agosto '43 al Novembre '44 fu arrestato due volte per ordine del Duce,la prima volta perche' sospettato di avere contatti con l'Ambasciata Tedesca passando informazioni riservate,dopo pochi mesi fu liberato e aderi' immediatamente alla Repubblica Sociale di Salo',senza peraltro incarichi di spicco.
comincio' cosi' a stressare Mussolini con missive continue in cui chiedeva di essere piu' partecipe alla vita della Repubblica ,tanto che lo rifece arrestare per complotti massonici con Badoglio.Nulla di vero, ma tanto basto', alla sua liberazione, ad isolarlo politicamente,visto il divieto del Duce di dare importanza alle sue missive o riceverlo.
Da quel momento visse a Milano in un piccolo appartamento,aiutato economicamente solo dalla figlia.
fino al 28 Aprile '45 ,quando uscito in tuta da ginnastica lo incrocio' un gruppo di partigiani,che pensando di riconoscerlo gli chiesero "Starace,dove vai????",l'ex Gerarca abbocco' placidamente rispondendo "A prendere un caffe'".
Fu arrestato , sommariamente giudicato e condannato alla fucilazione,per cui fu portato a Piazzale Loreto dove gia' giacevano i cadaveri del Duce e di Claretta.
Mostro' fieramente il saluto Romano alla salma mentre lo giustiziavano...l'ultimo atto d'amore di un leccaculo per passione...forse anche Emilio sarebbe capace di tanto ...che ne dite?
Questo antesignano di Emilio Fede,stava al Duce come il bell'Emilio sta a zi' Silvio.
Infatti la sua folgorante ascesa ai vertici del partito, a discapito di molti Gerarchi di indubbio valore, era dovuta alla sua indefessa fede e al suo ,diciamolo papale papale ,leccaculismo nei confronti del mascellone. Tanto che la figlia lo apostrofava come "L'uomo che respirava per ordine del Duce".

Quando nel 1931 divento' segretario nazionale del Partito fascista alle obiezioni dei piu' alti Gerarchi per la scelta di un uomo con un cosi' modesto acume ,Mussolini rispose "...Un cretino,si,ma obbediente".
Durante la sua segreteria fu sempre ferocemente attaccato dall'opinione pubblica e dai fascisti stessi perche', come faceva notare Galeazzo ciano "Gli Italiani possono perdonare chi fa loro del male,ma non chi gli rompe le scatole".
E questo fu durante la sua segreteria, un "rompiscatole",un burocrate che angherio' il popolo con regole e cavilli,che cerco' di mettere in uniforme tutta l'Italia in maniera maniacale istituendo il Sabato fascista,nel 1935,in cui tutti dovevano indossarla e in cui i gerarchi,Duce compreso, erano obbligati a dimostrazioni atletiche da "superuomo" D'Annunziano, tipo salti sopra le baionette,cerchi di fuoco e via dicendo... Come se cio' non bastasse le uniformi che furono confezionate in quel periodo furono in decine di modelli diversi e categoricamente in Orbace (Una pesante lana sarda che sostitui' altri tessuti non nazionali) tanto da far dire al Duce "Starace con tutte queste divise mi sta' facendo impazzire non si sa' mai quale bisogna mettere e tra noi non siamo mai tutti uguali".

Famose le sue circolari e i suoi motti tipo "Tutti gli organi del partito funzionano: Devono quindi funzionare anche gli organi genitali" oppure quando rivolto ad una riunione dell'associazione medica,rumorosa al suo indice ,gli disse "Smettete di perder tempo con i libri di medicina,fate sport,datevi all'ippica"... E "Datevi all'Ippica" e' tutt'ora in voga.
I suoi detrattori le sbeffeggiavano con "La Lupa , che e' vorace.L'Aquila ,che e' rapace. L'Oca,che e' Starace".
Alla sua morte girava una filastrocca:
"E' morto Starace,
vestito d'Orbace,
di nulla capace,
requiescat in pace"
dedicata al povero "cretino"
Il "cretino" pero' non era lo sprovveduto leccaculo come credeva il Mascellone ma un'arrivista senza scrupoli che uso' la tecnica del leccaculesimo per ingraziarsi il Duce,fare carriera facilmente e rapidamente nel partito scavalcando uomini di una certa validita' e grazie alla sua posizione avvicinarsi pericolosamente al Nazismo sostenendo fortemente l'alleanza con Hitler e appoggiando a spada tratta le famose e discusse leggi razziali,promulgate,e questo va detto,in maniera sofferta e sotto una forte pressione tedesca.
Nei suoi piani ,si pensa, volesse scavalcare lo stesso Mussolini e diventare il Fantoccio di Hitler per avere potere assoluto in Italia.
Quando pero' Il pelatone mascellato ebbe il sentore,senza peraltro mai esserne sicuro,dei suoi movimenti sotterranei lo sollevo' dall'incarico nel 1939 nominandolo capo di stato maggiore della Milizia Nazionale per poi definitivamente destituirlo anche da quell'incarico nel 1941.
Troppe erano le voci di contatti tra lui ,Ciano e Farinacci che erano sospettati di ordire complotti ai danni di Benito.
Dall'Agosto '43 al Novembre '44 fu arrestato due volte per ordine del Duce,la prima volta perche' sospettato di avere contatti con l'Ambasciata Tedesca passando informazioni riservate,dopo pochi mesi fu liberato e aderi' immediatamente alla Repubblica Sociale di Salo',senza peraltro incarichi di spicco.
comincio' cosi' a stressare Mussolini con missive continue in cui chiedeva di essere piu' partecipe alla vita della Repubblica ,tanto che lo rifece arrestare per complotti massonici con Badoglio.Nulla di vero, ma tanto basto', alla sua liberazione, ad isolarlo politicamente,visto il divieto del Duce di dare importanza alle sue missive o riceverlo.
Da quel momento visse a Milano in un piccolo appartamento,aiutato economicamente solo dalla figlia.
fino al 28 Aprile '45 ,quando uscito in tuta da ginnastica lo incrocio' un gruppo di partigiani,che pensando di riconoscerlo gli chiesero "Starace,dove vai????",l'ex Gerarca abbocco' placidamente rispondendo "A prendere un caffe'".
Fu arrestato , sommariamente giudicato e condannato alla fucilazione,per cui fu portato a Piazzale Loreto dove gia' giacevano i cadaveri del Duce e di Claretta.
Mostro' fieramente il saluto Romano alla salma mentre lo giustiziavano...l'ultimo atto d'amore di un leccaculo per passione...forse anche Emilio sarebbe capace di tanto ...che ne dite?
sabato 16 maggio 2009
CHE FUTURO DI MMERDA....
….Direbbe qualcuno.
Non nso se avete notato che la vita futura che ci viene descritta nel mondo cinematografico non e’ mai tutta rosa e fiori ma anzi e’ un inventario di infezioni ,Virus,tragedie ,dittature e di tutto cio’ che e’ orrendo e fuori da tutti i canoni odierni.
Talmente fuori che noi cataloghiamo tutto nel genere fantasy e inconsciamente ci tranquillizziamo.
Ma andiamo ad analizzare il genere Fantasy,che sicuramente e’ l’unico e piu’ efficace metodo per raccontare le paure che i nostri subconsci nascondono.
Nei film che vediamo adesso ci descrivono il futuro del 2040 e piu’ ,e pensiamo che siano solo fantasie da cinema ….ma analizziamo il concetto usando autori del passato che vedevano il futuro nel nostro presente, come il grande ed indimenticato Gorge Orwell scrittore Britannico nato nel 1903 e morto nel 1950.

Noto soprattutto per due grandi romanzi conosciuti a tutti “La Fattoria degli Animali” e “1984”.

La fattoria degli animali fu scritta e pronta per la pubblicazione nel 1943 ma gli fu permessa la stampa solo nel 1945 ,questo perche’ il romanzo è un'allegoria del totalitarismo sovietico del periodo staliniano. È ambientato in un'immaginaria fattoria inglese, dove gli animali, stanchi del crudele sfruttamento da parte dell'uomo, si ribellano e assumono il controllo. Una volta liberi, gli animali decidono di dividere equamente il prodotto del loro lavoro, che prima gli veniva sottratto dall'uomo, seguendo il principio marxista «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni». Il loro sogno utopico viene però ben presto tradito dall'emergere di un'altra classe di sfruttatori: i maiali. Gli avidi suini, che erano stati gli ispiratori della "rivoluzione", prenderanno il controllo della fattoria e progressivamente diventeranno simili in tutto e per tutto all'uomo, finché persino il loro aspetto diventerà antropomorfo. La satira verso gli ideali utopici della rivoluzione russa è resa ancora più diretta dal fatto che ogni evento ed ogni personaggio descritti nel romanzo, rappresentano l'allegoria di un preciso evento o personaggio della realtà storica.Il Fatto che il governo Britannico era alleato ai Russi non permise la pubblicazione sino a guerra conclusa.
Ma il romanzo che paradossalmente calza a pennello,in italia in maniera piu’ eclatante ,vista la presenza al capo dell’attuale governo del mediaman per eccellenza nella persone di Zio Sirvio e’ 1984 ….nato piu’ che altro per esorcizzare un incombente pericolo comunista ma pericolosamente attuale anche senza il Comunismo …Zi’ sirvio nel metro Orwelliano sarebbe un perfetto evoluzionista Stalinista/Leniniano come potete ben vedere dalla trama a seguire …. E proprio nella sua ossessiva lotta al comunismo potete notare ,grazie al romanzo ,che il suo furore e’ solo un negare cio’ che egli e’ ….un grande fratello ….che evita rapporti con l’evoluzione malefica in cui da tutto se stesso per fermarne l’ascesa ,quando lui stesso ne e’ l’ascesa naturale.

In un futuro prossimo (l'anno 1984) la Terra è suddivisa in tre grandi potenze totalitarie perennemente in guerra tra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia che sfruttano la guerra perenne per mantenere il controllo totale sulla società. In Oceania, la sede dei vari ministeri (Ministero dell'Amore, dell'Abbondanza, della Verità e della Pace) è Londra, facente parte della provincia di Pista Uno.
La società è amministrata secondo i principi del Socing, una evoluzione dello Stalinismo, e governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini (la descrizione fisica ricorda Josif Stalin e Lord Kitchener). Il totalitarismo del Grande Fratello sviluppa caratteristiche dell'URSS di Stalin (ed in qualche modo della Germania preconizzata dai nazisti).
Il partito è a sua volta diviso in Partito Interno (che ha il vero potere) e Partito Esterno. I suoi occhi sono dei televisori-telecamere, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing e che i membri del Partito Esterno non possono spegnere. Questi televisori-telecamere, oltre a diffondere 24 ore su 24 propaganda, spiano la vita di qualunque membro del Socing esterno.
Il partito è Governato dal Minamor ( MINistero dell'AMORe), la cui funzione è di controllare i membri del partito e di convertire i dissidenti alla ideologia del partito. Il Minamor è dotato di una polizia politica, la psicopolizia che interviene in ogni situazione sospetta di eterodossia e di deviazionismo.
Al di sotto del partito unico stanno i Prolet], che non hanno alcun potere nè privilegio, fanno i lavori pesanti in cambio del minimo di sussistenza, ma hanno il vantaggio di non essere controllati se non in modo indiretto, tramite la tecnica del Panem et circenses.
Ovunque nella città sono appesi grandi manifesti che ritraggono il Grande Fratello, con la didascalia Il Grande Fratello ti vede, e gli slogan del partito: «la guerra è pace», «la schiavitù è libertà», «l'ignoranza è forza».
I membri del Socing (Socialismo Inglese in Neolingua) vivono in moderni palazzoni alveare nella città nuova, ed i prolet (il Proletariato) vivono separati dai primi nella città vecchia.
L'unica forma di pensiero ammissibile in Oceania è il Bispensiero (ispirato al Materialismo dialettico leninista), un pensiero che esige che la mente si adatti senza resistenze alla realtà così come definita dal partito e cancelli ogni dato divergente ed ogni forma di obiezione. Come recitano alcuni slogan del partito, “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.
La lingua che si parla in Oceania si sta trasformando così in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un'unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l'utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite ( come ad esempio "democrazia" ) nell'unico termine "psicoreato": in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento "proibito". I semplici concetti che renderebbero discutibile l'operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola "psicoreato" va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello.
Le scienze umanistiche sono di conseguenza cambiate: i testi vengono riscritti espellendo tutto quanto non sia in linea con le idee del momento del Socing. Tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al partito.
Ci si aspetta che gli uomini si adeguino, cancellando la memoria dei fatti indesiderati e sostituendoli coi fatti che il Partito vuole che si ricordino.
Così, per esempio, se si ribaltano i fronti e l'Eurasia diventa improvvisamente alleata dopo esservi stati in guerra fino a un momento prima, nessuno deve rilevarne la contraddizione e portare memoria della precedente ostilità, per cui diverrà vero che l'Eurasia è sempre stata alleata dell'Oceania e che non vi è mai inimicizia tra i due stati.

Il protagonista del romanzo, Winston Smith, è un membro subalterno del partito, incaricato di aggiornare i libri e gli articoli di giornale in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal partito; egli inoltre si occupa di modificare la storia scritta, contribuendo così ad alimentare la sua fama di infallibilità. Apparentemente è un tipo malleabile, ma Winston in realtà mal sopporta i condizionamenti del partito e non riesce a cancellare e riscrivere la propria mente. Accanto a lui agiscono altri due personaggi: Julia, della quale Winston è innamorato (malgrado i divieti del partito), e O'Brien, un importante funzionario nel quale il protagonista vede una figura paterna.
Nonostante il partito imponga la castità ( il sesso è permesso al solo scopo di procreare senza piacere ), Winston e Julia diventano amanti e decidono di collaborare con un'organizzazione clandestina di resistenza, chiamata "La Confraternita" al cui vertice milita il misterioso Emmanuel Goldstein. Dopo essersi confidati con O'Brien, che i due credono anche lui ribelle, vengono invece da traditi dallo stesso O'Brien, che sin dall'inizio aveva fatto il doppiogioco con loro: arrestati, vengono interrogati proprio da lui, il cui fine è far penetrare in Winston, evidentemente refrattario al condizionamento sociopolitico del Socing, la tecnica del Bispensiero attraverso tre fasi: apprendimento, comprensione, accettazione.
La prima fase consiste nell'infliggere un dolore di intensità sempre crescente al condannato, in modo che egli accetti una realtà che non è tale. Winston riesce a resistere alla prima fase e, nella seconda, egli capisce di essere "l'ultimo uomo in Europa" (il primo titolo che Orwell aveva pensato di dare al libro), vale a dire l'ultimo guardiano dello spirito umano, e si accorge di avere ormai l'aspetto — dopo le innumerevoli torture subite — di uno scheletro; ma è felice perché è conscio di non aver tradito Julia.
Nella terza fase, Winston — che ha ancora qualche pensiero non ortodosso — viene portato nella Stanza 101. In questa stanza non è contenuto uno strumento di tortura preciso: esso infatti consiste nella materializzazione del peggior incubo di ogni persona, che nel caso di Winston sono i topi. Pertanto viene minacciato con una gabbia, suddivisa longitudinalmente in due scomparti, all'interno dei quali ci sono dei topi, che O'Brien sta per mettergli sul volto. La sua sconfitta definitiva sopraggiunge quando, per fermare O'Brien, Winston si convince che l'unico modo per sfuggire a questa tortura è quella di interporre tra lui e la gabbia un altro essere umano e così urla «Fatelo a Julia!», perdendo così il suo ultimo sentimento umano.
Winston apprende dunque da O'Brien i principi fondamentali del sistema sul quale si fonda lo stato e scopre che non è sufficiente confessare e obbedire alle regole, poiché il Grande Fratello vuole possedere anche l'anima e il pensiero dei suoi sudditi. Anche la stessa "Fratellanza" è stata creata ad arte dalla psicopolizia come esca per individuare potenziali dissidenti. Alla fine, Winston viene costretto a cedere: rinuncia all'amore per Julia e al libero pensiero, sottomettendosi e amando completamente il Grande Fratello, pronto nell'eventualità non tanto remota a consegnarsi nelle mani del boia autenticamente convinto della propria colpevolezza.
Spero di non avervi annoiato….chi mi conosce mi apprezzera’ o mi denigrera’ come il solito denigratore comunista di Sirvio…fate voi ….i cervelli ce li avete …usateli….Non so’ se io ho ragione o altri ne hanno….pero’ intanto io butto li’ cose che spero aiutino a pensare….visto che le due trame che vi leggerete sopra non sono proprio “propaganda comunista”….ma anzi….il grassetto naturalmente non l’ho scritto io ma e’ materiale preso dalla rete…altrimenti non sarei stato bravo in questa maniera ad ermetizzare cosi’ bene le trame e i concetti dei romanzi .
Non nso se avete notato che la vita futura che ci viene descritta nel mondo cinematografico non e’ mai tutta rosa e fiori ma anzi e’ un inventario di infezioni ,Virus,tragedie ,dittature e di tutto cio’ che e’ orrendo e fuori da tutti i canoni odierni.
Talmente fuori che noi cataloghiamo tutto nel genere fantasy e inconsciamente ci tranquillizziamo.
Ma andiamo ad analizzare il genere Fantasy,che sicuramente e’ l’unico e piu’ efficace metodo per raccontare le paure che i nostri subconsci nascondono.
Nei film che vediamo adesso ci descrivono il futuro del 2040 e piu’ ,e pensiamo che siano solo fantasie da cinema ….ma analizziamo il concetto usando autori del passato che vedevano il futuro nel nostro presente, come il grande ed indimenticato Gorge Orwell scrittore Britannico nato nel 1903 e morto nel 1950.

Noto soprattutto per due grandi romanzi conosciuti a tutti “La Fattoria degli Animali” e “1984”.

La fattoria degli animali fu scritta e pronta per la pubblicazione nel 1943 ma gli fu permessa la stampa solo nel 1945 ,questo perche’ il romanzo è un'allegoria del totalitarismo sovietico del periodo staliniano. È ambientato in un'immaginaria fattoria inglese, dove gli animali, stanchi del crudele sfruttamento da parte dell'uomo, si ribellano e assumono il controllo. Una volta liberi, gli animali decidono di dividere equamente il prodotto del loro lavoro, che prima gli veniva sottratto dall'uomo, seguendo il principio marxista «da ognuno secondo le proprie capacità, a ognuno secondo i propri bisogni». Il loro sogno utopico viene però ben presto tradito dall'emergere di un'altra classe di sfruttatori: i maiali. Gli avidi suini, che erano stati gli ispiratori della "rivoluzione", prenderanno il controllo della fattoria e progressivamente diventeranno simili in tutto e per tutto all'uomo, finché persino il loro aspetto diventerà antropomorfo. La satira verso gli ideali utopici della rivoluzione russa è resa ancora più diretta dal fatto che ogni evento ed ogni personaggio descritti nel romanzo, rappresentano l'allegoria di un preciso evento o personaggio della realtà storica.Il Fatto che il governo Britannico era alleato ai Russi non permise la pubblicazione sino a guerra conclusa.
Ma il romanzo che paradossalmente calza a pennello,in italia in maniera piu’ eclatante ,vista la presenza al capo dell’attuale governo del mediaman per eccellenza nella persone di Zio Sirvio e’ 1984 ….nato piu’ che altro per esorcizzare un incombente pericolo comunista ma pericolosamente attuale anche senza il Comunismo …Zi’ sirvio nel metro Orwelliano sarebbe un perfetto evoluzionista Stalinista/Leniniano come potete ben vedere dalla trama a seguire …. E proprio nella sua ossessiva lotta al comunismo potete notare ,grazie al romanzo ,che il suo furore e’ solo un negare cio’ che egli e’ ….un grande fratello ….che evita rapporti con l’evoluzione malefica in cui da tutto se stesso per fermarne l’ascesa ,quando lui stesso ne e’ l’ascesa naturale.

In un futuro prossimo (l'anno 1984) la Terra è suddivisa in tre grandi potenze totalitarie perennemente in guerra tra loro: Oceania, Eurasia ed Estasia che sfruttano la guerra perenne per mantenere il controllo totale sulla società. In Oceania, la sede dei vari ministeri (Ministero dell'Amore, dell'Abbondanza, della Verità e della Pace) è Londra, facente parte della provincia di Pista Uno.
La società è amministrata secondo i principi del Socing, una evoluzione dello Stalinismo, e governata da un onnipotente partito unico con a capo il Grande Fratello, un personaggio che nessuno ha mai visto e che tiene costantemente sotto controllo la vita di tutti i cittadini (la descrizione fisica ricorda Josif Stalin e Lord Kitchener). Il totalitarismo del Grande Fratello sviluppa caratteristiche dell'URSS di Stalin (ed in qualche modo della Germania preconizzata dai nazisti).
Il partito è a sua volta diviso in Partito Interno (che ha il vero potere) e Partito Esterno. I suoi occhi sono dei televisori-telecamere, installati per legge in ogni abitazione dei membri del Socing e che i membri del Partito Esterno non possono spegnere. Questi televisori-telecamere, oltre a diffondere 24 ore su 24 propaganda, spiano la vita di qualunque membro del Socing esterno.
Il partito è Governato dal Minamor ( MINistero dell'AMORe), la cui funzione è di controllare i membri del partito e di convertire i dissidenti alla ideologia del partito. Il Minamor è dotato di una polizia politica, la psicopolizia che interviene in ogni situazione sospetta di eterodossia e di deviazionismo.
Al di sotto del partito unico stanno i Prolet], che non hanno alcun potere nè privilegio, fanno i lavori pesanti in cambio del minimo di sussistenza, ma hanno il vantaggio di non essere controllati se non in modo indiretto, tramite la tecnica del Panem et circenses.
Ovunque nella città sono appesi grandi manifesti che ritraggono il Grande Fratello, con la didascalia Il Grande Fratello ti vede, e gli slogan del partito: «la guerra è pace», «la schiavitù è libertà», «l'ignoranza è forza».
I membri del Socing (Socialismo Inglese in Neolingua) vivono in moderni palazzoni alveare nella città nuova, ed i prolet (il Proletariato) vivono separati dai primi nella città vecchia.
L'unica forma di pensiero ammissibile in Oceania è il Bispensiero (ispirato al Materialismo dialettico leninista), un pensiero che esige che la mente si adatti senza resistenze alla realtà così come definita dal partito e cancelli ogni dato divergente ed ogni forma di obiezione. Come recitano alcuni slogan del partito, “la menzogna diventa verità e passa alla storia”, “Chi controlla il passato controlla il futuro: chi controlla il presente controlla il passato”.
La lingua che si parla in Oceania si sta trasformando così in Neolingua, un nuovo linguaggio in cui tutte le parole hanno un'unica accezione che riducendo il significato ai concetti più elementari rende impossibile concepire un pensiero critico individuale. Con la creazione della neolingua il partito censura quindi l'utilizzo di molte parole, convogliando quelle sgradite ( come ad esempio "democrazia" ) nell'unico termine "psicoreato": in questo modo diventa impossibile formulare, e a lungo andare anche solo pensare ad un argomento "proibito". I semplici concetti che renderebbero discutibile l'operato del partito diventano inesprimibili. La stessa parola "psicoreato" va ben oltre il divieto di esprimersi, ma si spinge appunto a vietare anche solo di pensare in modo divergente dai dettami del governo totalitario sotto il Grande Fratello.
Le scienze umanistiche sono di conseguenza cambiate: i testi vengono riscritti espellendo tutto quanto non sia in linea con le idee del momento del Socing. Tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti, la storia non esiste più, se non per dare ragione al partito.
Ci si aspetta che gli uomini si adeguino, cancellando la memoria dei fatti indesiderati e sostituendoli coi fatti che il Partito vuole che si ricordino.
Così, per esempio, se si ribaltano i fronti e l'Eurasia diventa improvvisamente alleata dopo esservi stati in guerra fino a un momento prima, nessuno deve rilevarne la contraddizione e portare memoria della precedente ostilità, per cui diverrà vero che l'Eurasia è sempre stata alleata dell'Oceania e che non vi è mai inimicizia tra i due stati.

Il protagonista del romanzo, Winston Smith, è un membro subalterno del partito, incaricato di aggiornare i libri e gli articoli di giornale in modo da rendere riscontrabili e veritiere le previsioni fatte dal partito; egli inoltre si occupa di modificare la storia scritta, contribuendo così ad alimentare la sua fama di infallibilità. Apparentemente è un tipo malleabile, ma Winston in realtà mal sopporta i condizionamenti del partito e non riesce a cancellare e riscrivere la propria mente. Accanto a lui agiscono altri due personaggi: Julia, della quale Winston è innamorato (malgrado i divieti del partito), e O'Brien, un importante funzionario nel quale il protagonista vede una figura paterna.
Nonostante il partito imponga la castità ( il sesso è permesso al solo scopo di procreare senza piacere ), Winston e Julia diventano amanti e decidono di collaborare con un'organizzazione clandestina di resistenza, chiamata "La Confraternita" al cui vertice milita il misterioso Emmanuel Goldstein. Dopo essersi confidati con O'Brien, che i due credono anche lui ribelle, vengono invece da traditi dallo stesso O'Brien, che sin dall'inizio aveva fatto il doppiogioco con loro: arrestati, vengono interrogati proprio da lui, il cui fine è far penetrare in Winston, evidentemente refrattario al condizionamento sociopolitico del Socing, la tecnica del Bispensiero attraverso tre fasi: apprendimento, comprensione, accettazione.
La prima fase consiste nell'infliggere un dolore di intensità sempre crescente al condannato, in modo che egli accetti una realtà che non è tale. Winston riesce a resistere alla prima fase e, nella seconda, egli capisce di essere "l'ultimo uomo in Europa" (il primo titolo che Orwell aveva pensato di dare al libro), vale a dire l'ultimo guardiano dello spirito umano, e si accorge di avere ormai l'aspetto — dopo le innumerevoli torture subite — di uno scheletro; ma è felice perché è conscio di non aver tradito Julia.
Nella terza fase, Winston — che ha ancora qualche pensiero non ortodosso — viene portato nella Stanza 101. In questa stanza non è contenuto uno strumento di tortura preciso: esso infatti consiste nella materializzazione del peggior incubo di ogni persona, che nel caso di Winston sono i topi. Pertanto viene minacciato con una gabbia, suddivisa longitudinalmente in due scomparti, all'interno dei quali ci sono dei topi, che O'Brien sta per mettergli sul volto. La sua sconfitta definitiva sopraggiunge quando, per fermare O'Brien, Winston si convince che l'unico modo per sfuggire a questa tortura è quella di interporre tra lui e la gabbia un altro essere umano e così urla «Fatelo a Julia!», perdendo così il suo ultimo sentimento umano.
Winston apprende dunque da O'Brien i principi fondamentali del sistema sul quale si fonda lo stato e scopre che non è sufficiente confessare e obbedire alle regole, poiché il Grande Fratello vuole possedere anche l'anima e il pensiero dei suoi sudditi. Anche la stessa "Fratellanza" è stata creata ad arte dalla psicopolizia come esca per individuare potenziali dissidenti. Alla fine, Winston viene costretto a cedere: rinuncia all'amore per Julia e al libero pensiero, sottomettendosi e amando completamente il Grande Fratello, pronto nell'eventualità non tanto remota a consegnarsi nelle mani del boia autenticamente convinto della propria colpevolezza.
Spero di non avervi annoiato….chi mi conosce mi apprezzera’ o mi denigrera’ come il solito denigratore comunista di Sirvio…fate voi ….i cervelli ce li avete …usateli….Non so’ se io ho ragione o altri ne hanno….pero’ intanto io butto li’ cose che spero aiutino a pensare….visto che le due trame che vi leggerete sopra non sono proprio “propaganda comunista”….ma anzi….il grassetto naturalmente non l’ho scritto io ma e’ materiale preso dalla rete…altrimenti non sarei stato bravo in questa maniera ad ermetizzare cosi’ bene le trame e i concetti dei romanzi .
lunedì 30 marzo 2009
QUANDO UN DITTATORE PUO’ RIVELARSI UN BENE : MUSTAFA KEMAL ATATURK

Mustafa Kemal Ataturk fu il generale turco che rovescio’ con un colpo di stato il Sultano dell’Impero Ottomano e che, nel 1923, trasformo’ la Turchia in una repubblica.
Una Repubblica monopartitica e come tale quindi una dittatura a tutti gli effetti ,ma che nei 15 anni del suo governo,fino al 1938 ,anno della sua morte per Cirrosi Epatica, ha portato la Turchia ad un’incredibile e repentina evoluzione che la trasformo’ da Impero Islamico a Repubblica Laica.
Mustafa ,all’inizio si chiamava solo cosi’, nacque a Salonicco ,attualmente in Grecia , nel 1881 da padre doganiere e mamma casalinga.
Nonostante rimase orfano di padre ,mentre era ancora alle elementari ,la madre riusci’ a fargli continuare gli studi fino a quando entro’ alla scuola militare dove gli fu aggiunto il nome Kemal ,da un suo professore omonimo per evitare confusione tra loro.
Cosi’ Mustafa Kemal continuo’ gli studi nell’esercito fino a laurearsi all’Accademia come Capitano nel 1905.
Da allora combatte’ dovunque ,in Libia contro gli Italiani ,nella prima guerra mondiale e rintuzzo’ l’invasione Greca tra il 1920 e il 1922 ,sull’onda di questa vittoria l’esercito rovescio’ il Sultano ottomano e proclamo’ la Repubblica nel 1923.
Il Generale Mustafa Kemal a quel punto abbandono’ la carriera militare per la politica,fondo’ il primo parlamento turco,formo’ il primo governo parlamentare turco e fu proclamato primo presidente della Repubblica Turca ,titolo che mantenne fino alla morte.
Fin qui niente di strano, se non il resoconto di un grande condottiero che si trasforma in dittatore,ma proprio come Presidente della Turchia si rendera’ protagonista di cio’ che lo ha reso una “Religione civica” per il suo popolo grazie al suo riformismo radicale.
Le riforme attuate dal “Kemalismo” nome dato alla sua Ideologia che a sua volta derivava dal suo secondo nome ,furono incredibili,sia per il periodo storico (tra le due grandi guerre) ,sia per lo Stato in cui le stava attuando,sia per il coraggio di affrontare l’Islam e il popolo con cosi radicali cambiamenti che potevano anche non essere comprensibili alla maggioranza .
Pensate in uno stato fortemente sotto l’influenza religiosa dell’Islam,aboli’ I Califfati proclamando la Turchia Laica,cioe’ senza influenze religiose nelle decisioni di governo.
Non combatte’ contro l’Islam ma proclamo’ il principio che se volevano costruire una Moschea d’ora in poi si sarebbe fatta con I soldi dei credenti su base volontaria senza piu’ interventi statali .
Da quel momento in poi le alte cariche religiose non sarebbero state piu’ interpellate per esprimere opinioni ,ne’ si dovevano interessare in affari di stato.
Noi nel terzo millennio c’avemo ancora PapaRazzo che si immischia nelle nostre faccende senza manco essere Italiano.
Non fece mai una guerra alle Moschee,basta vedere in Turchia il continuo proliferare di nuove e il mantenimento maniacale delle Antiche tra le piu’ belle dell’intero Islam.
Tra l’altro sui Minareti di molte di esse si puo’ trovare ancora il ritratto di Ataturk circondato da svolazzanti bandiere Turche,segno di un forte e presente nazionalismo che convive con la Religione senza scontri…c’e’ solo la chiarezza e la consapevolezza che ognuno deve assolvere I propri compiti senza invadere la sfera di influenza dell’altro : LO STATO cura il corpo e le cose terrene,LA MOSCHEA l’anima e le cose spirituali.
Ancora oggi I militari sono gli arbitri di questo equilibrio e sono considerati I CUSTODI DEL LAICISMO.
In poche parole possono prendere il potere con in colpo di Stato non appena c’e’ il sentore che gli Islamisti vogliano impossessarsene anche se democraticamente.
L’esempio ultimo e’ stato il ricorso alla Corte Suprema contro l’attuale premier Recep Tayyip Erdogan (Islamista) che solo dopo aver rassicurato il popolo e la corte sulla sua fedelta’ ai principi laici della repubblica e’ stato assolto e messo in condizione di poter governare.
Dopo aver chiarito I rapporti con la sfera religiosa Ataturk stabili il suffragio universale e la parita’ tra uomo e donna.
Aboli’ il Fez ,il tradizionale copricapo mussulmano dell’impero ottomano ,e il velo per le donne.
Sostitui’ tutte le leggi Islamiche con Leggi moderne di stampo Europeo.
Riformo’ l’ economia sempre sulla falsariga occidentale.
Costitui’ una commisione che studio’ la fonetica turca per adattarla ai caratteri latini,introdusse il calendario gregoriano e il sistema metrico di misura.
Introdusse i cognomi ,che fino ad allora non esistevano come da retaggio della cultura Islamica.

Da qui il suo cognome ATATURK, che significa Padre della Patria che era il soprannome datogli dai parlamentari .
Fu un’occidentalizzazione vera e propria ,grazie alla quale la Turchia e’ stata sempre considerata fino ai nostri giorni piu’ una nazione Europea che Araba.
Molti asseriscono che questo suo impellente bisogno di laicizzare e modernizzare la Turchia nasceva dal suo rapporto di amicizia con LENIN che lo aveva influenzato.
Lenin appoggio’ economicamente la Turchia nel momento del bisogno,gli forni’ anche armamenti per rintuzzare le continue schermaglia con la da sempre ostile Grecia e per placare le rivolte Armene e Curde al suo interno.
Le ombre di Ataturk sono proprio inerenti a queste due minoranze,il cui impellente bisogno di autonomia, poco si confaceva al sentimento di Unita’ nazionale e centralismo del potere perseguito per tutta la vita dal Presidentissimo .
Durante il suo governo non ci furono atti palesemente contro queste due minoranze ,ma rimase famoso per l’amnistia generale che commino’ nel 1923 quando invalido’ le condanne del precedente governo del sultano ,inclusi I genocidi perpetrati contro le minoranze negli anni precedenti…lasciandogli intendere che magari era meglio non tirare la corda con lui in futuro.
Fatto sta che Ataturk si prodigo’ sempre per la dignita’ della persona,l’uguaglianza di fronte alla legge derivante dal concetto di cittadinanza,la distinzione tra politica,religione e stato.
Alla morte di Ataturk gli succedette il suo braccio destro Ismet Inonu (Anche se I rapporti con Ataturk si erano deteriorati) che in un primo momento inaspri’ l’autoritarismo dittatoriale ,ma che dopo la seconda guerra mondiale invece fu fautore della svolta multipartitica e avvallo’ l’entrata della Turchia nella Nato.
La figura di Mustafa’ Kemal Ataturk mi ha affascinato sin da ragazzetto quando il mi’ babbo mi spiego’ in grandi linee quale grande uomo fosse stato per la sua nazione e come lui lo considerasse un dittatore “Buono” e illuminato ,che uso’ il suo potere non per interessi personali ,ma al servizio di un ideale per il bene del suo paese e del suo popolo.
L’idea che mi sono fatto di lui ,approfondendo l’argomento , e che incarnasse il senso di Dittatore che fu della Repubblica Romana ,in cui un dittaore veniva nominato con pieni potere per ergersi a baluardo in difesa della repubblica in situazioni di emergenza e solo per un lasso di tempo limitato.
Doveva poi rendere di conto al Senato come Ataturk rendeva di conto al parlamento turco.
Naturalmente i 15 anni di Ataturk non erano I sei mesi o un anno di quelli romani ,ma bisogna comprendere la differente situazione e il passaggio importante che ha fatto attraversare alla Turchia.
Un Dittatore del genere e’ quello che io considero come un “Riavvio” ,tipo quelli dei computer.
Quando il Computer si incricca,si blocca e non e’ piu’ governabile,si fa un bel restart e tutto torna a posto meglio di prima.
Quando uno Stato e’ in preda al malaffare,corruzione,malgoverno,criminalita’ diffusa,dove una casta politica invece di risolvere I problemi aumenta I propri privilegi diventando come un cane che si morde la coda sprofondando tutto il popolo in fondo al baratro economico e morale ,e’ li’ che ci vorrebbe un dittatore tipo Ataturk che mettesse I preti e il Vaticano al proprio posto ,che ripulisse il parlamento dai corrotti,ladri e criminali, che riformasse l’economia,che rendesse giustizia al popolo per quello che ha dovuto e deve subire dall’infima classe dirigente politica e manageriale che questo sistema malato ha creato.
Ma ci vorrebbe uno come lui…e noi chi ci mettemo? Silvio da Arcore?...seee quello c’ha sguazzato e continuera’ a sguazzarci in un sistema del genere .
Baffino da Gallipoli?...bono quello non lo metterei manco a dirige il traffico a giglio Castello.
Il vetero comunista colla erre moscia e il vestitino firmato? … Perderebbe tempo solo a farfugliare sull’ “Intevnazionale Comunista e aggvegazione pvoletavia” senza capicci ‘na sega manco lui
Er Mortadella? … cosi’ Ratzinger nel migliore delle ipotesi lo fa’ Ministro degli interni e Ruini della difesa.
Il pastore Tedesco in prima persona?...si ripartirebbe per una nuova Santa Inquisizione e co’ la gente appesa ai portoni di casa pe’ la lingua….no no mi sa’ che e’ meglio che si tenemo sto’ guazzabbuglio di politicanti cosi’ com’e’ , gia’ danni ne fanno abbastanza ,se diamo poteri assoluti a uno a caso di loro allora si che sarebbe DRAAAAMMMMMAAAAAA.
lunedì 16 febbraio 2009
COPIA E INCOLLA 2


Secondo dei due articoli (con nota finale di Alby)che mi ero prefissato di pubblicare tratto dal blog albizone.blogspot.com :
Nella critica antifascista esce fuori meglio l'anarchismo di Errico Malatesta,il quale non fa sconti ne al Fascismo ma neanche alla mollezza dei "Socialisti legalitari" come li definiva lui.
(Umanità Nova, anno III, n° 196, Roma 2 dicembre 1922)
Mussolini continua a troneggiare e il parlamento striscia più che mai ai suoi piedi.
I pieni poteri sono stati accordati colla premura di servi che gareggiano in bassezza.
Mussolini aveva detto: «datemeli o me li piglio», e nessuno ha avuto la dignità di rispondere: Pigliateveli, ma non ci costringete a far la parte in commedia di padroni, quando noi siam servi e ci compiacciamo di esserlo.
Gli stessi socialisti non han capito che non possono restare dignitosamente in un'assemblea che funziona sotto il terrore del manganello, o della dissoluzione, e dove l'opposizione non può essere che una farsa.
La dittatura trionfa: dittatura di avventurieri senza scrupoli e senza ideali, che è arrivata al potere e vi resta per la disorientazione delle masse proletarie e per la trepida avarizia della classe borghese in cerca di un salvatore. Ma tutti sentono che la situazione è tale da non poter durare, e i conservatori più illuminati, pur facendo i dovuti omaggi ai padroni dell’ora e tradendo a ogni parola la paura che
li domina, domandano la restaurazione dello «Stato liberale», cioè il ritorno alle menzogne costituzionali.
I detti conservatori comprendono certamente tutto l'umorismo che v'è nel domandare un regime di libertà, sia pure limitata, a gente che ha costume d'imporre la propria volontà col manganello, l'olio di ricino e peggio a persone fatte prima prudentemente disarmare; ma essi non si curano della libertà. Quello che vogliono è un regime, quale i regimi cosiddetti costituzionali, che riesca a far
credere al popolo che esso è libero, e assicuri così ai proprietari e ai governanti il tranquillo godimento dei loro privilegi.
Il metodo col quale Mussolini è arrivato al potere non permette l'inganno; ed è questo che tormenta le anime candide dei conservatori.
Mussolini, se riesce a consolidare il suo potere, farà né più né meno quello che farebbe un qualsiasi altro ministro: servirà gli interessi della classe privilegiata ... e si farà pagare i suoi servizi. Ma non farà credere a nessuno ch'egli è arrivato al governo per volontà di popolo. La sua tirannide è troppo
recente per poterne nascondere l'origine: forse per questo la sua torbida coscienza gli consiglia di fare appello a Dio!
Dei progetti e propositi, attuali o no, sinceri o meno, del nuovo governo non vogliamo occuparci. È sempre il solito rimasticamento di vecchie imposture, il vecchio tentativo di riparare una casa che crolla con una mano di pittura.
Per noi il solo cambiamento importante è questo: Eravamo nemici del governo perché il governo non è che il difensore armato di tutte le ingiustizie sociali, il creatore d'ingiustizie nuove, il nemico della libertà, l'ostacolo materiale sul cammino della civiltà. Ed eravamo nemici del fascismo perché è un movimento inteso a difendere i privilegi borghesi, a impedire l'ascesa proletaria, a soffocare ogni aspirazione verso una società più giusta e più libera, e si serviva per raggiungere i suoi scopi di mezzi brutali, feroci e vili.
Adesso governo e fascismo sono diventati la stessa cosa, e sono formati dallo stesso personale: non vi è dunque più possibilità di esitazione come quando quelle due forze di oppressione sembravano in contrasto tra di loro.
Situazione semplificata: tanto meglio. Tanto meglio se questo può servire a riunire tutte le forze di progresso nella lotta contro la barbarie trionfante.
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(Nota)
In sostanza appare chiaro che quando non si riesce piu` a soggiogare il popolo con l'imbroglio, si inizia ad usare il manganello.
Niente di piu` attuale.
sabato 14 febbraio 2009
COPIA E INCOLLA



Gnazzica che ti rignazzica mi sono imbattuto sul Blog di un paesano che non credevo cosi' storicamente preparato e politicamente attivo...Cosi' ho voluto fare un copy/paste di due articoli, estratti a loro volta dal giornale dell'Epoca "Umanita' Nuova" e scritti da Errico Malatesta,riguardanti l'inizio dell'avvento di Mussolini e il fascismo In Italia.
Per oggi vi sparo il primo e nei prossimi giorni l'altro.
Lady's and Gentlemen...Here we go!!!!!!
estratto da :
http://albyzone.blogspot.com/
1922 o 2009 ?
Se si legge i due seguenti articoli di Errico Malatesta scritti su Umanita` Nova nel 1922, ci si rende conto come potrebbero tranquillamente essere datati 2009. "Agghiacciante"
Consideriamo che li ha scritti il grande Errico Malatesta, mica "l'Emilio Fede" o il "Bruno Vespa" di turno. "Non confondiamo la lana con la seta"
Buona lettura.
(Umanità Nova. anno III, n° 195, Roma, 25 novembre 1922).
A coronamento di una lunga serie di delitti, il fascismo si è infine insediato al governo.
E Mussolini, il duce, tanto per distinguersi, ha cominciato col trattare i deputati al parlamento come un padrone insolente tratterebbe dei servi stupidi e pigri.
Il parlamento, quello che doveva essere «il palladio della libertà», ha dato la sua misura.
Questo ci lascia perfettamente indifferenti. Tra un gradasso che vitupera e minaccia, perché si sente al sicuro, e una accolta di vili che pare si delizi nella sua abiezione, noi non abbiamo da scegliere.
Constatiamo soltanto e non senza vergogna quale specie di gente è quella che ci domina e al cui giogo non riusciamo a sottrarci.
Ma quale è il significato, quale la portata, quale il risultato probabile di questo nuovo modo di arrivare al potere in nome e in servizio del re, violando la costituzione che il re aveva giurato di rispettare e di difendere?
A parte le pose che vorrebbero parere napoleoniche e non sono invece che pose da operetta, quando non sono atti da capo brigante, noi crediamo che in fondo non vi sarà nulla di cambiato, salvo per un certo tempo una maggiore pressione poliziesca contro i sovversivi e contro i lavoratori. Una nuova edizione di Crispi e di Pelloux. È sempre la vecchia storia del brigante che diventa gendarme!
La borghesia, minacciata dalla marea proletaria che montava, incapace a risolvere i problemi fatti urgenti dalla guerra, impotente a difendersi coi metodi tradizionali della repressione legale, si vedeva perduta e avrebbe salutato con gioia un qualche militare che si fosse dichiarato dittatore e avesse affogato nel sangue ogni tentativo di riscossa. Ma in quei momenti, nell'immediato dopoguerra, la cosa era troppo pericolosa, e poteva precipitare la rivoluzione anziché abbatterla. In
ogni modo, il generale salvatore non venne fuori, o non ne venne fuori che la parodia.
Invece vennero fuori degli avventurieri che, non avendo trovato nei partiti sovversivi campo sufficiente alle loro ambizioni e ai loro appetiti, pensarono di speculare sulla paura della borghesia offrendole, dietro adeguato compenso, il soccorso di forze irregolari che, se sicure dell'impunità, potevano abbandonarsi a tutti gli eccessi contro i lavoratori senza compromettere direttamente la responsabilità dei presunti beneficiari delle violenze commesse. E la borghesia accettò, sollecitò, pagò il loro concorso: il governo ufficiale, o almeno una parte degli agenti del governo, pensò a fornir loro le armi, ad aiutarli quando in un attacco stavano per avere la peggio, ad assicurar loro l'impunità e a disarmare preventivamente coloro che dovevano essere attaccati.
I lavoratori non seppero opporre la violenza alla violenza perché erano stati educati a credere nella legalità, e perché, anche quando ogni illusione era diventata impossibile e gli incendi e gli assassinii si moltiplicavano sotto lo sguardo benevolo delle autorità, gli uomini in cui avevano fiducia predicarono loro la pazienza, la calma, la bellezza e la saggezza di farsi battere «eroicamente» senza
resistere e perciò furono vinti e offesi negli averi, nelle persone, nella dignità, negli affetti più sacri.
Forse, quando tutte le istituzioni operaie erano state distrutte, le organizzazioni sbandate, gli uomini più invisi e considerati più pericolosi uccisi o imprigionati o comunque ridotti all'impotenza. La borghesia e il governo avrebbero voluto mettere un freno ai nuovi pretoriani che oramai aspiravano a diventare i padroni di quelli che avevano serviti. Ma era troppo tardi. I fascisti oramai sono i più
forti e intendono farsi pagare a usura i servizi resi. E la borghesia pagherà, cercando naturalmente di ripagarsi sulle spalle del proletariato.
In conclusione, aumentata miseria, aumentata oppressione.
In quanto a noi, non abbiamo che da continuare la nostra battaglia, sempre pieni di fede, pieni di entusiasmo.
Noi sappiamo che la nostra via è seminata di triboli, ma la scegliemmo coscientemente e volontariamente, e non abbiamo ragione per abbandonarla. Così sappiano tutti coloro i quali han senso di dignità e pietà umana e vogliono consacrarsi alla lotta per il bene di tutti, che essi debbono essere preparati a tutti i disinganni, a tutti i dolori, a tutti i sacrifizi.
Poiché non mancano mai di quelli che si lasciano abbagliare dalle apparenze della forza e hanno sempre una specie di ammirazione segreta per chi vince, vi sono anche dei sovversivi i quali dicono che «i fascisti ci hanno insegnato come si fa la rivoluzione».
No, i fascisti non ci hanno insegnato proprio nulla.
Essi hanno fatto la rivoluzione, se rivoluzione si vuol chiamare, col permesso dei superiori e in servizio dei superiori.
Tradire i propri amici, rinnegare ogni giorno le idee professate ieri, se così conviene al proprio vantaggio, mettersi al servizio dei padroni, assicurarsi l'acquiscienza delle autorità politiche e giudiziarie, far disarmare dai carabinieri i propri avversari per poi attaccarli in dieci contro uno, prepararsi militarmente senza bisogno di nascondersi, anzi ricevendo dal governo armi, mezzi di trasporto e oggetti di casermaggio, e poi esser chiamato dal re e mettersi sotto la protezione di dio ...
è tutta roba che noi non potremmo e non vorremmo fare. Ed è tutta roba che noi avevamo preveduto che avverrebbe il giorno in cui la borghesia si sentisse seriamente minacciata.
Piuttosto l'avvento del fascismo deve servire di lezione ai socialisti legalitari, i quali credevano, e ahimè! credono ancora, che si possa abbattere la borghesia mediante i voti della metà più uno degli elettori, e non vollero crederci quando dicemmo loro che se mai raggiungessero la maggioranza in
parlamento e volessero tanto per fare delle ipotesi assurde attuare il socialismo dal parlamento, ne sarebbero cacciati a calci nel sedere!
domenica 27 gennaio 2008
COSACCHI IN ITALIA



Proprio non si finisce mai di imparare.
Non penso che molti di noi sappiamo che nell`Agosto del 1944 nell`Alto Friuli e nella Carnia Orientale ci fu una singolare invasione : I COSACCHI.
Proprio cosi` non me lo sono sognato.
Girovagando per internet, cercando non mi ricordo neanche cosa ( Qualche maligno dira`che stavo cercando le foto di qualche tegame russo), mi sono imbattuto in questa curiosa storia.
Come sapete i Cosacchi erano dei nomadi che sotto lo Zar formarono un`armata il cui punto di forza era la cavalleria famosa per la ferocia in combattimento.
Rimasero sempre fedeli allo Zar e con l`avvento del Bolscevismo in Russia non ebbero vita facile,cosi` quando le forze dell`asse durante la seconda guerra mondiale invasero la Russia si schierarono immediatamente con loro con l`intento di abbattere il governo rivoluzionario bolscevico per tornare allo Zarismo.
Per loro sfortuna tutti sapete come fini` tragicamente l`invasione , cosi` i cosacchi decisero di unirsi alle truppe dell`asse nella ritirata accordandosi con Hitler per ottenere in seguito,in cambio dei loro servigi, un pezzo di terra dove piantare le loro tende e ricominciare una nuova vita alla fine della guerra.
Per nostra sfortuna nell`Agosto del `44 ,quando ormai il nord Italia dopo l`armistizio era diventata provincia del III Reich,Hitler decise di dargli quella che chiamo` "Kosakenland in nord Italien" (Non parlo come le Sturmtruppen di Bonvi,e`vero).
Fu cosi` che 20000 soldati Cosacchi con famiglie al seguito si impiantarono nella zona (in tutto erano tra i 30 e i 40000) con l`intento di colonizzare l`area e gia`che c`erano di ripulirla dai partigiani Italiani e Slavi.
Immaginatevi che mazzata per le popolazioni locali le quali in molti casi subirono saccheggi e abusi di ogni tipo,anche se ci sono stati altrettanti casi di convivenza pacifica e matrimoni misti,soprattutto con Cosacchi che erano passati tra le fila dei partigiani perche`insofferenti alle prese in giro di Hitler che prometteva molto ma manteneva poco o niente.
Sul finire della guerra quando ormai i giochi erano fatti i Cosacchi per evitare di finire nelle mani Russe erano intenzionati a consegnararsi agli alleati non sapendo che quest`ultimi avevano appena firmato il trattato di Ialta che includeva anche la consegna di prigionieri all`alleato Russo che si erano macchiati di tradimento. Da qui l`esodo dei Cosacchi che fuggirono braccati dagli alleati ,che volevano consegnarli ai Russi ( Il che significava fucilazioni e per i piu` fortunati Siberia e lavori forzati a vita) , si inoltrarono in Austria visto che lo sbocco verso oriente era impossibile perche` le milizie Jugoslave di Tito con il dente avvelenato erano intenzionate a massacrarli per vendicare le uccisioni dei partigiani Slavi , aspettandoli al varco in quella direzione. Senza vie di fuga la maggior parte dei Cosacchi si immolo` in un` autogenocidio di massa tentando di attraversare il fiume Drava.Annegarono tutti Uomini,Donne,bambini e animali,un` ecatombe a cui sopravvissero in poche centinaia che si sparpagliarano in paesi dell`Europa occidentale come Germania,Francia e Austria dove tutt`ora si possono trovare dei discendenti.
Arrivarono nell`Agosto del `44 e sparirono nell`Aprile del `45 cosi` come erano venuti lasciando nelle popolazioni Friulane molti cattivi ricordi e qualcuno buono ma la cosa allucinante e` che normalmente non se ne sa nulla...e` proprio vero che a scuola la storia contemporanea ce la fanno fare a tirar via,studiamo per filo e per segno Grecia Antica,Roma,Egiziani,Ittiti,Persiani...ecc fino ad arrivare alla prima guerra mondiale e poi? Studiamo poco o niente il dopoguerra della prima,il fascismo,la seconda guerra mondiale con episodi come quello che ho raccontato che ci riguardano direttamente,le Volanti rosse dell`immediato dopoguerra e tanti altri fatti piu` vicini cronologicamente a noi e che dimentichiamo troppo facilmente ma che forse ci sarebbero piu`utili per capire tante cose.
giovedì 20 dicembre 2007
WE SUNK THE BISMARK

Immaginatevi 10000 Scozzesi del Ranger Glasgow a Monaco di Baviera per assistere ad un match della vecchia Coppa dei Campioni di una ventina d`anni fa` belli gonfi di birra bavarese che allo stadio si trovano con una brancata di tedeschi 4 o 5 volte piu`numerosi di loro che gli sbeffeggiano co` cori e coretti .
Gli Scozzesi sempre calmi a ingurgitare birra attendendo il momento propizio che si presenta in un momento di rifiatamento dei crucchi e in quell`attimo con un coro che sembrava una sola voce, facendo il verso dei bimbi quando cantano "il mio e`piu`bello ...ane...bene", intonarono " We sunk the Bismark ....the Bismark is Sunk" ammutolendo e spiazzando gli alemanni che ci rimasero veramente male .
Per chi non lo sapesse , la Corrazzata Bismark durante la seconda guerra mondiale era l`orgoglio della Marina,dei cantieri che l`avevano costruita e delle acciaierie che avevano fornito le lamiere per assemblarla della germania del III Reich e il suo affondamento da parte di quella banda di briaconi Britannici e`sempre stato mal digerito anche ai nostri giorni.
La terribile macchina da guerra fatta per resistere a qualsiasi forza d`urto e per disintegrare qualsiasi cosa li galleggiasse a tiro fu braccata da tutto cio` che stesse a galla o che volasse in possesso dei britannici che alla fine riuscirono , grazie all`incompetenza nel gestire la situazione dovuta alla presunzione di essere a bordo di un mezzo indistruttibile del comandante e degli ufficiali tedeschi, a colarla a picco nell`Atlantico del Nord dopo una caccia durata giorni e giorni.
Un po`come se un branco di Volpini facessero secco un Grizzly a furia di morsetti nelle pelotas.
Il Bayern alla fine vinse e passo` il turno ma gli "Shepshagger" scozzesi rinverditi i fasti bellici continuarono a cantare e a bere tutta la notte per le strade di Monaco come se avessero rivinto la II guerra mondiale altro che una stupida partita.
Questo anedoto me lo ha raccontato uno scozzese che lavora con me e che era presente alla,per lui, splendida serata.Naturalmente essendo di parte avra` un po` enfatizzato la cosa ma conoscendo lo stile del pubblico scozzese sicuramente non e``lontanissimo dalla realta.
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